Questa mattina la classe 3R del corso di Ragioneria AFM ha avuto l’opportunità di visitare la mostra Ciò che rimane del pittore Francesco Preverino, ospite della galleria d’arte il Fondaco a Bra.
Per me è consuetudine iniziare l’anno scolastico, portando le classi a fare lezione fuori dall’aula, poiché ritengo che gli spazi privati e-o comunali (la scorsa settimana con la classe abbiamo visionato la mostra Dedalus a palazzo Mattis) diventano risorsa utile, per imparare a divenire gruppo classe, mentre si visiona e si interroga la Bellezza, che solo l’Arte è capace di comunicare.
Nello spazio della mostra ci ha accolto la curatrice, Silvana Peira e l’autore dei lavori esposti, Francesco Preverino, professore ormai in pensione, che nella vita di ragazzi-e ne ha incontrati molti-e, nella sua carriera professionale ha formato allievi-e dalla scuola media all’Accademia di belle Arti, in edifici dislocati tra la Calabria ed il Piemonte.
Il mare, la neve, il paesaggio e i papaveri si fondono nei suoi grandi lavori, che nascono prima nel piccolo e poi nel rapporto sul grande formato.
Soggetto principale, che ama ritagliare, assemblare, colorare, a volte con la furia della rabbia altre consolare con la rassegnazione del dolore, è la carta. Parole chiave del suo lavoro diventano la stratificazione, la sovrapposizione e il rimescolamento.
Ha raccontato ai ragazzi-e il suo mondo interiore, rappresentato in un mare scuro, quasi fatto di pece, dove le mani affiorano chiedendo aiuto, il mare di Lampedusa, dimora eterna di molti-e che ad attraversare il mare non sono riusciti-e. In un’ora il mondo di un adulto pittore-pensatore si è mescolato tra i volti di giovani adolescenti sognatori e sognatrici, che con i loro 16 anni hanno portato con le loro osservazioni e domande una ventata di allegria tra le opere, che una volta dipanate, e capite hanno dimostrato che dietro la pittura vi può essere esercizio di stile linguistico e letterario.
Il modo migliore per capire è visionare, guardare in profondità e non restare in superficie, la mostra è attiva ancora per tutto il mese di ottobre, è gratuita ed interessante, allora andate a vederla con i vostri figli-e , che dopo aver incontrato e ascoltato chi quelle opere ha partorito sono in grado di spiegare anche il perché la mostra si intitoli Ciò che rimane. Potete…provateci!



I.I.S. "E. Guala" Bra