Nella mattinata del 17 marzo presso la sala conferenze adiacente alla Biblioteca di Bra, abbiamo avuto la possibilità di discutere e riflettere sull’odio razziale e delle sue ripercussioni anche nel contesto offline. Questa esperienza, permessa dal progetto “Collaborando con la città” grazie ad un’iniziativa promossa dalla Biblioteca civica, è stata davvero un’occasione formativa grazie anche alla bravura, alla spontaneità e al desiderio di divulgazione del sociologo Luiz Valério P. Trindade, autore del saggio Fruste digitali. Secondo la nostra interpretazione, il dottor Tindade, accostando questi termini per il titolo, ha voluto far riflettere il lettore sul fatto che le intenzioni di voler svalutare una persona o un gruppo sociale non siano diminuite nonostante il progresso. Infatti, fruste richiama qualcosa di materiale, legato al passato, mentre digitali rimanda a qualcosa di nuovo, tecnologico. Anche la copertina ha destato la nostra curiosità. Infatti, sono presenti delle braccia che escono da due fori come se fossero imprigionate nel contesto online.
Noi ragazzi del biennio comune del Guala (2^ B, C, D e T) abbiamo avuto modo di essere parte attiva, con le nostre domande, durante il dibattito sulle varie manifestazioni dell’odio nei social media, nel mondo del lavoro e anche in quello cinematografico, sugli stereotipi che possono prendere il sopravvento e che possono essere contrastati solo se si conosce e si impara a capire che l’onestà, la bravura e la capacità di una persona non dipendono dal colore della sua pelle o dell’appartenenza ad un determinato genere. L’autore ci ha anche dato dei suggerimenti per non cadere nel buco nero dei social, ad esempio non condividere contenuti offensivi con altri utenti, non impelagarci in discussioni con persone che non vogliono dialogare in modo civile, non reagire a contenuti offensivi per evitare che l’algoritmo interpreti tale azione come un segno di approvazione.
Dalla lettura di Fruste digitali e dall’incontro con Trindade abbiamo imparato qualcosa di più su come è possibile usare i social media e le nostre relazioni ricordandoci che l’odio non è una semplice opinione.
La 2^C



I.I.S. "E. Guala" Bra