I.I.S. "E. Guala" Bra

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Istituto Istruzione Superiore

Fare scuola con la didattica laboratoriale

L’ultimo argomento letterario dell’anno scolastico della 3R AFM è stato proiettato verso il fare per studiare. Una nuova tecnica, quella del DIARIO VISIVO ideato dalla professoressa Federica Ciribì, mi ha dato uno spunto lavorativo, che i ragazzi hanno accettato e sperimentato.

Spesso Niccolò Machiavelli non è apprezzato quanto dovrebbe, dagli studenti-esse di 16 anni, il fare Machiavelli invece li ha galvanizzati e spinti a mettersi in gioco, studiando, pensando, facendo letteratura nell’alveo del pensiero machiavellico.

Dopo alcune lezioni frontali, l’ascolto di podcast e la visione di diversi minuti di presentazione dell’autore, i ragazzi-e hanno avuto con l’esperienza a coppie, la possibilità di trasformare l’ascolto e il capito in appunti personali, schemi, giochi linguistici per ricordare e confrontare menti e parole.

Dopo 8 ore di lezione frontale e non nelle scorse settimane, questa mattina il compito in classe, nel quale singolarmente, ma con accesso libero ai materiali condivisi, la consegna chiedeva di creare il proprio DIARIO VISIVO machiavellico.

“Lasciatemi divertire “griderebbe Palazzeschi, il poeta futurista, guardandoli! E così mi son divertita anch’io, girando tra i banchi tutti mostravano attenzione, impegno e cura dei particolari. Non una gara a chi produceva il libello più pertinente o più bello, ma un modo nuovo per essere interrogati su un autore rinascimentale, che ha trovato il modo per dialogare con adolescenti della generazione Z.

Ecco alcuni commenti: penso sia interessante provare nuovi metodi di apprendimento, soprattutto per sviluppare nuove capacità, è un progetto innovativo, che aiuta a sviluppare la creatività, trovo sia utile uscire dagli schemi e poter studiare con le immagini, il lavoro è concreto ed utile per l’utilizzo di immagini e disegni, è un metodo più facile per la mente, è positivo, ma preferisco il metodo dell’interrogazione, è stato più leggero studiare e aprire la mente.

Chi a favore, chi perplesso, ma tutti unanimi nel riconoscere che a scuola se si mette in moto il pensiero il proprio cervello ringrazia, applicando il pensiero divergente ci si interroga collettivamente ed individualmente, solo così si aprono le menti.

prof.ssa Paola Rossi e la 3R ragioneria AFM